ENNIO MORRICONE

Tramonto. Un ragazzo, a dorso di un mulo quasi stanco ed emaciato quanto lui, aziona girando in tondo un cigolante meccanismo che pesca acqua da un pozzo. Non sappiamo da quanto tempo lo stia facendo, ma non importa: la sua faccia ci dice che lo ha fatto tante, troppe volte. I suoi occhi bassi non sanno guardare oltre il dorso del mulo, con cui condivide la fatica. Ma oggi è un giorno che segnerà la sua vita per sempre. Il ragazzo alza gli occhi e guarda finalmente l'orizzonte. Ferma il mulo, e guarda meglio: un uomo a cavallo si avvicina lentamente. Parte la musica, semplice, dimessa come gli abiti del ragazzo... un tappeto di organo su cui una chitarra ricama un fraseggio dolce e malinconico, ma allo stesso tempo carico di sinistri presagi. Presagi di morte. Si, perché l'uomo a cavallo è Sentenza-Lee Van Cleef, uno dei cattivi più cattivi che il cinema abbia mai conosciuto: Sergio Leone, il regista, sta per fargli sterminare la famiglia del ragazzo. Il film è uno dei massimi capolavori del western: “Il buono, il brutto, il cattivo”.




La musica... è di un certo Ennio Morricone. Uno che con le note ci sapeva fare, anche in brani come questo, scarni, minimali, ma incredibilmente evocativi.

Uno che però è passato alla storia della musica anche per i suoi arrangiamenti "barocchi" e innovativi, come quando promosse al rango di strumento il fischio di Alessandro Alessandroni, divenuto un po' il marchio di fabbrica delle sue colonne sonore western.

Uno che ha vinto solo due Oscar, esempio fra i tanti dell'incompetenza che spesso dimostrano coloro che li assegnano. Uno che ha scritto centinaia di musiche per film, e che a 87 anni ha ceduto all'insistenza di Quentin Tarantino, che lo inseguiva da tempo, sperimentando arrangiamenti sinfonici mai impiegati in nessuna delle sue partiture precedenti, e che gli sono valsi la seconda statuetta.



Uno che ha lavorato con i più grandi, ma che non ha avuto paura di sporcarsi le mani con film di serie B, che spesso ha nobilitato ben oltre i loro meriti di regia, sceneggiatura, interpretazione. Uno che ha "condannato" i film che ha musicato a uno strano destino: non poter essere ricordati senza quelle melodie e quegli arrangiamenti, che invece - come tutti i veri capolavori - vivono di vita propria, e non tramonteranno mai.


Ennio Morricone, 1928-2020

By Davide Bonetti (for Violetmoon Associazione Culturale)

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